Italian poem
Quand'io men vò verso l'ascrea montagna
by Giambattista Felice Zappi (1667–1719)
Quand’io men vò verso l’ascrea montagna, Mi si accoppia la Gloria al destro fianco, Ella dà spirti al cor, forza al piè stanco, E dice: Andiam, ch’io ti sarò compagna; Ma per la lunga inospita campagna Mi si aggiunge l’Invidia al lato manco, E dice: Anch’io son teco. Al labbro bianco Veggo il velen, che nel suo cor si stagna. Che far degg’io? Se indietro io volgo i passi, So che invidia mi lassa, e m’abbandona, Ma poi sia che la Gloria ancor mi lassi Con ambe andar risolvo alla suprema Cima del Monte. Una mi dia corona, E l’altra il vegga, e si contorca, e frema.
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