Italian poem
Ninfa cortese
by Giambattista Felice Zappi (1667–1719)
Ninfa cortese Col gentil dardo D’un dolce sguardo questo sen ferì; E poi distese Verso la piaga Sua mano vaga, ed il mio cuor rapì.
Cuore infelice, Povero cuore Con che dolore il suo Signor lasciò! Or chi mi dice, Or chi mi addita Dov’ella è gita, e dove lui portò?
Giacch’ei sen gìo Fuor del mio seno Sapessi almeno ora dov’è, che fa! Nè chiedo al rio Nè chiedo al fonte, Al piano, al monte, e nulla parte il sa.
Ninfe, e Pastori, Che quì sedete, Voi lo sapete lo mio cuor com’è: Cinto d’ardori, Pieno è di fede; Deh chi lo vede lo riporti a me.
Ma, oh Dei, che ascolto! Odo una voce, Dirmi feroce in van lo cerchi tu: Clori l’ha tolto, E Amor sel tiene, Sei fuor di spene di vederlo più.
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