Italian poem
Sognai sul far dell'Alba, e mi parea
by Giambattista Felice Zappi (1667–1719)
Sognai sul far dell’Alba, e mi parea Ch’io fossi trasformato in cagnoletto; Sognai, che al collo un vago laccio avea, E una striscia di neve in mezzo al petto. Era in un particello, ove sedea Clori di Ninfe in un bel coro eletto; Io d’ella, ella di me, prendeam diletto; Dicea: corri Lesbino, ed io correa. Seguia: dove lasciasti: ove se ’n gìo, Tirsi mio, Tirsi tuo, che fa, che fai? Io gìa latrando, e volea dir: sono io. M’accolse in grembo, in duo piedi m’alzai, Inchinò il suo bel labbro al labbro mio: Quando volea baciarmi, io mi svegliai.
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