Italian poem
Tal mi fè piaga un Garzon fero e rio
by Giambattista Felice Zappi (1667–1719)
Tal mi fè piaga un Garzon fero e rio, Ch’esser già credo e son di vita spento: Nè stupisco esser morto, ma che il mio Core pria non morì nel suo tormento. Odo già per la selva alto lamento, E pianger Ninfe, e dir: Tirsi morìo; Ma s’io morii, come la doglia or sento Tra chi mi piange, e come or piango anch’io? Ah forse non piang’io, ma per le smorte Guance è il cadaver mio, che stille amare Versa per l’uso antico di sua sorte. E s’io pur peno, Amor, questo è il penare, Che han dato i Fati a me dopo la morte, Poichè in vita fui reo di troppo amare.
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