Versos Italian Giosuè Carducci A scusa d'un francesismo scappato nel precedente sonetto

Italian poem

A scusa d'un francesismo scappato nel precedente sonetto

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Deh balii de la lingua, affeddiddio Che questo a punto a punto è il vostro caso, E voi potete pur darmi di naso Menando gran rumor del fatto mio.

Guardivi sant’Anton come rimaso D’un franciosismo al laccio or sono anch’io; E cancher venga al nemico di Dio Che pria la rima n’arrecò in Parnaso.

Ch’io veggio correr fuora a gran baldanza, Pur me ammiccando con un risolino, Molti linguisti di molta importanza.

E’ vanno per consigli a l’Ugolino. Deh, statevi per Dio: de l’ignoranza Da per me mi chiarisco, e mi v’inchino.

Or dal vostro cammino Qua voltatevi voi primi, aramei Che studiate la lingua in su’ caldei,

Indïani e giudei; E voi che fate i be’ vocabolisti, E voi che rivedete i trecentisti

Né mai gli avete visti, E voi che siete sí gran barbassori Che pur al Gello appuntate gli errori.

Tra i magni espositori Non manchi qui con le scritture sue Quel ser cotal che fu suocero al bue.

Ora stommi in tra due, S’anche m’abbia a chiamar quelli autoroni Che il Leopardi affastellano e il Manzoni

Per entro i lor prosoni. Deh sí, venite tutti a schiere a schiere: Che al corpo non vuo’ dir de ’l miserere

Mi farete piacere. Ne le brache mettetemi le mani, Levate via la pulce, e andate sani.