Italian poem
A un asino
Oltre la siepe, o antico pazïente, De l’odoroso biancospin fiorita, Che guardi tra i sambuchi a l’orïente Con l’accesa pupilla inumidita?
Che ragli al cielo dolorosamente? Non dunque è amor che te, o gagliardo, invita? Qual memoria flagella o qual fuggente Speme risprona la tua stanca vita?
Pensi l’ardente Arabia e i padiglioni Di Giob, ove crescesti emulo audace E di corso e d’ardir con gli stalloni?
O scampar vuoi ne l’Ellade pugnace Chiamando Omero che ti paragoni Al telamonio resistente Aiace?