Versos Italian Giosuè Carducci A un geometra

Italian poem

A un geometra

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Dimmi, triangoluzzo mio squadrato, Che al mondo se’ de gli animali rari, Furono prima i ciuchi o i somari? E quel tuo capo è un circolo o un quadrato?

Anco: il cervel, se fior te n’è restato, È isoscelo o scaleno o ha lati pari? Se’ tu l’ambasciador de’ calendari, O un parallelogrammo battezzato?

Buona gente, i’ vi prego che pigliate Questo bambolon mio c’ha di molt’anni E che ’l mettete a nanna e lo cullate.

Tenetel chiuso, ch’egli è un barbagianni, E non fa che sciupar vie lastricate, Mangiar de ’l pane e consumar de’ panni.

E quando fuor d’affanni Averà messo il dente del giudizio, Fate sonare a la ragion l’uffizio.

O bello sposalizio Che vogliam fare come più non s’usa, Accoppiandolo a monna Ipotenusa!

E’ mi dice la Musa Che di questi rettangoli appaiati Nasceran di be’ circoli quadrati.