Versos Italian Giosuè Carducci La selva primitiva

Italian poem

La selva primitiva

by

Listen in the reader

. . . . . . . . . . . . . . Fuggendo Per la gran selva de la terra il nato De la donna ululò già co’ leoni A la preda cruenta; indi, con vitto Ferin la vita propagando, incerti Videsi intorno i figli; e lui rendente De la materia a le vicende eterne L’immane salma, per lo gran deserto Dilaceraro i lupi. E tu, febea Lampade solitaria entro l’immenso Radïante, non gemere le vite Chine su l’opra del crescente pane, Non danze d’imenei vedesti, e madri

Veglianti a studio de la culla, e curvi De’ pii parenti a’ funerali i figli. Ma quindi per lo pian stridea la roggia Alluvïone de’ vulcani, intorno Funereo lume coruscando; e sempre Caligavan le cime ardue tonanti; E l’oceàn muggiva; e in su l’azzurra Alpe salían le nuvole fumanti Da l’oceàno: paurosamente Minacciavano al ciel roveri negre Di vastissima ombra quinci; e a l’ombra Con lupi urlanti e fere altre la prole S’accogliea de gli umani. Al picciol uomo E de la fulva leonessa a i parti Uno era il nido: al fanciulletto atroce Era sollazzo provocar li sdegni De’ feri alunni, e le crescenti giube E l’unghie e l’armi de la bocca orrende Tentar con man pargoleggiante, e lieto Via contendere a correre co’ pardi. Ma de l’atro vulcan l’uomo e del fuoco, De l’instancabil fuoco, egli temea; E con rozzo stupor guatava il mare Immenso. Anche fuggía l’urlo de’ venti Signoreggiante ne’ boschi; e del tuono, Che pe’ monti da l’aere ermo rimbomba, Chiuso ne le spelonche isbigottiva. E al suon de la procella, e a l’esultante Per li templi de l’etra ira de’ nembi,

E al fulmine stridente, un tremor gelido Per l’ossa ime gli corse; e s’atterrava, E gemea. Lieto del superbo sole Era, e pensoso il verno aëre ammirava: Ma piú seduto a lungo in verde zolla Si compiacea de le virginee stelle.