Versos Italian Giosuè Carducci Meminisse horret

Italian poem

Meminisse horret

by

Listen in the reader

Sbarrate la soglia, chiudete ogni varco, Gittatemi intorno densissimo un vel! D’orribile sogno mi preme l’incarco: Ho visto di giallo rifulgere il ciel.

Un lezzo nefando d’avello e di fogna Uscía dal palagio che a fronte ci sta: Le vecchie campane sonavano a gogna Di Piero Capponi per l’ampia città,

E giú da’ bei colli che a’ dí del cimento Tonavan la morte su ’l fulvo stranier Un suon di letane scendea lento lento E pallide torme dicean — Miserer — .

Con giunte le mani prostrato il Ferruccio Al reo Maramaldo chiedeva mercé, E Gian de la Bella levato il cappuccio Mostrava lo schiaffo che Berto gli diè.

E Dante Alighieri vestito da zanni Laggiú in Santa Croce facea ’l ciceron, Diceva — Signori, badatevi a’ panni, Entrate, signori: voi siete i padron.

Che importa se l’onta piú, meno, ci frutti? Io sono poeta, né so mercantar. Il ghetto d’Italia dischiuso è per tutti. Al popol d’Italia chi un calcio vuol dar? —

E dietro una tomba vid’io Machiavello De gli occhi ammiccare con un che passò E dir sotto voce — Crin morbido e bello, Sen largo ha mia madre; né dice mai no.

Son fòri fulgenti di dorie colonne I talami aperti di sue voluttà: Su ’l gran Campidoglio si scigne le gonne E nuda su l’urna di Scipio si dà — .