Italian poem
Per il monumento di Dante a Trento
Súbito scosso de le membra sue Lo spirito volò: sovr’esso il mare, Oltre la terra, al sacro monte fue.
A traverso il baglior crepuscolare Vide, o gli parve riveder, la porta Di san Pietro nel monte vaneggiare.
— Aprite — disse — . Coscïenza porta Il mio volere, e tra i superbi io vegno, Ben che la stanza mia qui sarà corta.
E passerò nel benedetto regno A riveder le note forme sante, Ché Dio e il canto mio me ne fa degno — .
Voce da l’alto gli rispose — Dante, Ciò che vedesti fu e non è: vanío Con la tua visïon, mondo raggiante
Ne gl’inni umani de la vostra Clio: Dal profondo universo unico regna E solitario sopra i fati Dio.
Italia Dio in tua balía consegna Sí che tu vegli spirito su lei Mentre perfezïon di tempi vegna.
Va, batti, caccia tutti falsi dèi, Fin ch’egli seco ti richiami in alto A ciò che novo paradiso crei — .
Cosí di tempi e genti in vario assalto Dante si spazia da ben cinquecento Anni de l’Alpi sul tremendo spalto.
Ed or s’è fermo, e par ch’aspetti, a Trento.
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