Italian poem
Te gridi vil quei che piegò la scema
Te gridi vil quei che piegò la scema Alma sotto ogni danno ed a l’ostile Possa adulò, pago a cessar l’estrema Liberatrice d’ogni cor gentile:
Te gridi vile il mondo, il mondo vile Che muor di febbre su le piume, e trema, Pur franto da la lunga età senile, In conspetto a la sacra ora suprema.
Ben te, o fratel, di ricordanza pia Proseguirà qual cor senta i funesti Regni del fato e il viver nostro orrendo.
Te che di sangue spazïosa via A l’indignato spirito schiudesti, Giovinetto a la morte sorridendo.