Italian poem
Tu, mesta peregrina, il dolce nido
Tu, mesta peregrina, il dolce nido Lasci e de l’aer nostro il novo gelo: T’invita piú benígno ardor di cielo E primavera di straniero lido.
E me lasci che tristi ore divido Pur co ’l dolore onde i lassi occhi velo. Tornerà tempo che senz’ombra o velo Si porga l’aer nostro a te piú fido.
Allor candidi soli; allor fiorente Il colle e il piano; allor tutto d’amore Ti riconsiglierà soavemente.
Né allor ti sovverrai l’uman dolore Di che si piange or qui. Non acconsente Al pianto, e oblia, de’ fortunati il cuore.