Italian poem
Io veggio il Re feroce: ecco l'altero
by Giovan Pietro Zanotti (1674–1765)
Io veggio il Re feroce: ecco l’altero Giovane Sueco u’ più ferve la mischia, In volto, cui nessun guardar s’arrischia, Di sudor sparso e polveroso e nero; E ovunque rota il sanguinoso e fiero Brando, l’aria a quei colpi intorno fischia, E il Suol, mentre fra stuolo e stuol si mischia, Si scuote al calpestar del gran destriero. Rotte le avverse squadre ei per foreste, Ei per balze i Fuggenti insegue e aggiunge, E la Sarmazia ne sospira e plora; E sott’elmi e corazze e busti e teste Mugghiando il Boristene, ancor da lunge Il fier Danubio il sente, e si scolora.
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- Ben mi può torre, che a mirar non giunga
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- E qual sì industre man ritrar poteo
- E sempre avrai d'intorno a gli occhi avvinta
- Madre, ben hai giusta cagion di doglia
- O Auguste Donne, o dell'antico e chiaro
- Oh qual interno, oh qual nuovo m'innalza
- Scossa talora la pesante e dura