Italian poem
Sonetto
Qual Uom, che lunga prigionia soffrì E alfin per racquistar la libertà, I lacci ruppe, e di prigion fuggì: Onde solo fra boschi errando va;
Se il mormorìo di leggier vento udì Fra quelle taciturne ombrosità, Timido il passo arresta, e timor ha, Che quegli sia, cui dalle mani uscì;
Tal'io, che come scampo aver si può, Lungi da lui, che affanni ognor mi diè, Qual fugitivo prigionier, men vo,
Se voce ascolto, o calpestìo di piè, Pallido mi rivolgo, e timor ho, D'appresso aver Colui de' Giulj tre.