Italian poem
Sonetto
Che pensi o Creditor, che stai così Tacito mesto e pien di serietà, Qual'Uom, che in mente rivolgendo va Cosa, che spesso mal gli riuscì?
Tanto il pensier te fuor di te rapì, Che i torbidi occhi or quà rivolgi, or là, Spiegando in fronte il duol, che in sen ti sta E quasi tutta in se l'alma assorbì.
Pensi forse, che in darno i Giulj tre Finor chiedesti, e or mediti di più Armi nuove drizzar contro di me?
Ma invan pensoso stai sopra di ciò: Finor se ogni tuo sforzo inutil fu, Esser felice in avvenir non può.