Italian poem
Sonetto
Io mi sognai, saran due notti, o tre, Stare in un luogo pien d'amenità V'eran cetere, flauti, ed oboè E canti, e giuochi, e balli in quantità.
Ridevan liete, e discorrean con me Ninfe di bella, e giovanile età: Nel mondo inter luogo più bel non v'è, Delizia tal l'Imperador non l'ha.
Di tal piacer mentre godendo vo, Ecco il mio Creditor, che comparì, E le mie belle imagini turbò!
E mi destai gridando, e notte, e dì Dunque s'io veglio, o dormo, o vado, o sto, Sempre Costui m'inquieterà così?