Italian poem
Sonetto
Di tanto orrore un sogno tal mi fu, Che mi destai tutto tremando, e acciò Non sia mai ver, farmi Eremita io vò, Nè vò nel Mondo trattenermi più;
E solo alla più rigida virtù Tutti li giorni miei consacrerò, Ed ivi amaramente piangerò Le passate follìe di gioventù.
Spirando penitenza, e santità, Andrò rasa la testa, e scalzo il piè, Nè mi farò veder per la Città;
E se venisse a ricercar di me Il mio importuno Creditor fin là, Gli farò dir dal Portinar: non v'è.