Italian poem
Sonetto
O Nisa mia, non ti piccar però, Nè volermi tacciar d'infedeltà: Da quel dì pria diverso cor non ho, Nè diversa è da pria la tua beltà:
Ma se fossi Colei, che cagionò La ruina di Troja un tempo fa, Con frequenza maggior di quel, che fo, Volger a te il pensier non potrei già:
Ma pur, Nisa, se vuoi, che verso te Torni il mio core, ed il pensier qual fu, Dammi (non è gran cosa) Giulj tre.
Nè ciò strano ti sembri: a nostri dì La prima Donna non saresti tu, Che l'amante conservasi così.