Italian poem
Amor, dolce signore
by Giovanni Boccaccio (1313–1375)
Amor, dolce signore, Poi c’hai il nostro cuore in tua balìa, Per dio, fanne contente. Tu se’ nostro signor caro e verace, E noi così volemo; Tu se’ colui che ne può render pace Nel gran disìo che avemo. Però quanto potemo Preghiam tua signorìa, Che in vêr di noi si porti umilemente. Noi siam qui giovinette, e tu il ti sai Che poco di gravezza Che noi sentiam ci par sentire assai. Però la tua grandezza A chiunque la sprezza, Signor, fálla sentire; Chè a noi non cal, che siam tue veramente. Fa’ sentire a coloro il tuo valore, Che si fanno chiamare Innamorati senza farti onore: Chè se tu fai provare Lor quanto tu puoi fare, Saranno innamorati; E noi ti loderem più degnamente. Noi ardiam tutte per la tua virtute Nel tuo cocente foco. Per dio, mercè! deh, donaci salute Anzi che mutiam loco! Chè già a poco a poco Per te ci consumiamo, Se tu non ci soccorri tostamente. Fa’, signor nostro, gli animi pietosi Degli nostri amadori; Raffrena alquanto i lor atti orgogliosi Con più aspri dolori Che non hanno ne’ cori; Sicché la nostra pena E’ provi come noi chi non la sente. Entra in gli orecchi qui, ballata, avanti Ad Amor nostro sire: E, come tu pietosamente canti I nostri aspri martìri, Fa’ che pregando il giri A darci tosto gioia, Prima che ei n’uccida crudelmente.