Italian poem
Io ho messo in galea senza biscotto
by Giovanni Boccaccio (1313–1375)
Io ho messo in galea senza biscotto L’ingrato vulgo, e senza alcun piloto Lasciato l’ho in mare a lui non noto Benchè se ’n creda esser maestro e dotto: Onde il dì su spero veder di sotto Del debol legno e di sanità vôto; Nè avverrà, perch’ei sappia di nuoto, Che non rimanga lì doglioso e rotto. Et io, di parte eccelsa riguardando, Ridendo in parte piglierò ristoro Del ricevuto scorno e dell’inganno; E tal fïata a lui rimproverando L’avaro senno et il beffato alloro, Gli crescerò e la doglia e l’affanno.