Versos Italian Giovanni Boccaccio Lagrimando dimostro

Italian poem

Lagrimando dimostro

by (1313–1375)

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Lagrimando dimostro Quanto si dolga con ragione il core D’esser tradito sotto fede Amore. Amore, allora che primieramente Ponesti in lui colei per cui sospiro Senza sperar salute, Sì piena la mostrasti di virtute, Che lieve reputai ogni martìro Che per te nella mente, Ch’è rimasa dolente, Fosse venuto: ma il mio errore Ora conosco, e non senza dolore. Fatto m’ha conoscente dello ’nganno Vedermi abbandonato da colei In cui sola sperava; Ch’allora ch’i’ più esser mi pensava Nella sua grazia e servidore a lei, Senza mirare il danno Del mio futuro affanno, M’accorsi lei aver l’altrui valore Dentro raccolto, e me cacciato fore. Com’io conobbi me di fuor cacciato, Nacque nel core un pianto doloroso Che ancor vi dimora; E spesso maladico il giorno e l’ora Che pria m’apparve il suo viso amoroso D’alta biltà ornato E più che mai ’nfiammato: La fede mia la speranza e l’ardore Va bestemmiando l’anima che more. Quanto ’l mio duol senza conforto sia, Signor, tu ’l puoi sentir, tanto ti chiamo Con dolorosa voce; E dicoti che tanto e sì mi cuoce, Che, per minor martìr, la morte bramo. Venga dunque, e la mia Vita crudele e ria Termini col suo colpo, e ’l mio furore; Ch’ove ch’io vada il sentirò minore. Null’altra via nïun altro conforto Mi resta più che morte alla mia doglia. Dàllami dunque omai: Pon fine, Amor, con essa alli miei guai, E ’l cor di vita sì misera spoglia. Deh fallo, poi ch’a torto M’è gioi’ tolta e diporto! Fa’ costei lieta, morend’io, signore, Come l’hai fatta di nuovo amadore! Ballata mia, se alcun non t’appara, Io non me ’n curo, per ciò che nessuno Com’io ti può cantare. Una fatica sola ti vo’ dare; Che tu ritruovi Amore, e a lui sol uno Quanto mi sia discara La trista vita amara Dimostri a pien, pregandol che ’n migliore Porto ne ponga per lo suo valore.