Versos Italian Giovanni Boccaccio Io mi son giovinetta, e volentieri (IEI)

Italian poem

Io mi son giovinetta, e volentieri (IEI)

by (1313–1375)

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Io mi son giovinetta, e volentieri M’allegro e canto in la stagion novella, Merzè d’Amore e de’ dolci pensieri. Io vo pe’ verdi prati riguardando I bianchi fiori e’ gialli et i vermigli, Le rose in su le spine e i bianchi gigli; E tutti quanti gli vo somigliando Al viso di colui che me amando Ha presa e terrà sempre, come quella Ch’altro non ha in disìo ch’e’ suoi piaceri. De’ quai quand’io ne trovo alcun che sia Al mio parer ben simile di lui, Il colgo e bacio, e parlomi con lui, E, com’io so, così l’anima mia Tututta gli apro e ciò che ’l cor disìa; Quindi con altri il metto in ghirlandella Legato co’ miei crin biondi e leggieri. E quel piacer che di natura il fiore Agli occhi porge, quel simil me ’l dona Che s’io vedessi la propria persona Che m’ha accesa del suo dolce amore: Quel che mi faccia più il suo odore, Esprimer nol potrei con la favella; Ma i sospir ne son testimon veri. Li quai non escon già mai del mio petto, Come dell’altre donne, aspri nè gravi; Ma se ne vengon fuor caldi e soavi, Et al mio amor se ’n vanno nel cospetto. Il qual, come gli sente, a dar diletto Di sè a me si muove, e viene in quella Ch’i’ son per dir — Deh vien, ch’i’ non disperi. —