Italian poem
CCLXI (IL Padre di D. Ciccio (a…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
IL Padre di D. Ciccio (a cui fu detto Che certi Giuocatori astuti, e lesti Tratto gli avean buon numero di resti, E quasi, che lasciatolo in farsetto.} L’altro dì pien di collera, e dispetto Il cacciò fuor di casa; ancor che resti Fermo in amarlo, e tenero protesti D’aver per esso il suo primiero affetto. E se ben sodamente ogn’un procura Di fargli ben capir, ch'è dissuasa Da l’amor naturale azion sì dura; Con tutto ciò, per render persuasa La mente altrui, suol dir, che la Natura Ama i C...., ma non gli ammette in casa.
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