Italian poem
CXCV (AVea fatti D. Ciccio i complimenti…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
AVea fatti D. Ciccio i complimenti Là col Senato nel suo primo ingresso, Quando il buon Duce affabile in eccesso Gli diè la sua risposta in questi accenti. Per la sovranità de’ tuoi talenti Praticherem ver te quel culto istesso, Che in questo luogo il Dio bifronte anch’esso Ebbe da noi ne’ Secoli già spenti. Nè un atto di sì gran venerazione Dovrà parere altrui nuovo, nè strano, Stante la parità del paragone; Sendo pur troppo noto alle persone, Ch’hai due visi ancor tu, come gli ha Giano, Ma l’un di C.... e l’altro di C....
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