Italian poem
LIV (APicio, quel, che fosse giorno, o…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
APicio, quel, che fosse giorno, o notte Non stette mai con le mascelle asciutte, Volle, ch’un dì venissero condotte A cenar seco alcune genti ghiotte. Ma quando furo a tavola introdotte Trovar, che le vivande erano tutte Di lingue sol di Papagal costrutte, Ma in cento modi accommodate, e cotte. Tal’io per fare un genial banchetto Con la stessa invenzion del già descritto, Un sol C.... ho per vivanda eletto, E giusta il fine, che mi son prescritto, L’ho qui fatto in graticola, in brodetto, Alesso, arrosto, appasticciato, e fritto.
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