Italian poem
LIII (QUando qualche mortal nel tempo andato…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
QUando qualche mortal nel tempo andato Commettea contro i Numi alcun misfatto A l’uso militar, venia di fatto Per suo castigo in bestia trasformato. Così pagando il fio del lor peccato Aracne un Ragno, ed Areon su fatto Subitamente un timdo Cerbiatto, Che poi da’ Veltri snoi fu lacerato. Or io, che nel vederti ho l’occasione, D. Ciccio, di mirar con gl’occhi miei Ogni tua qualità, senso, ed azione, Stimo fra me, che t’abbiano gli Dei, Per qualche tua gran colpa, o trasgressione Trasformato in quell’Asin, che tu sei.
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