Italian poem
LIV (ZEusi, quel sì grand’uom nella pittura…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
ZEusi, quel sì grand’uom nella pittura Ho letto, che dipinse al naturale Con un ceffo ridicolo e brutale Una vecchia d’orribile figura; Ma che poi nel mirar quella fattura Ne morì dalle risa: Or simil male Temo anch’io per D. Ciccio, essendo eguale La causa, onde provvien la mia paura. Però che nel mirar tanti ritratti, Che sempre similissimi al suo viso, Benché in forme diverse, ho di lui fatti, Temo, ch’un dì per l’abbondar del riso Gli spiriti compressi, e sopraffatti Mi faccian restar morto a l’improvviso.
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