Italian poem
X (QUal v'aggrava, Signor, l'anca mancina…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
QUal v'aggrava, Signor, l'anca mancina Ferro guerriero, e marziale impaccio? E perchè sì crudele or la sguaina Contro me, che v’adoro, ingiusto il braccio? Deh, raddolcita omai l’alma ferita. Renda il suo gajo al torbido mostaccio, E torni entro la placida guaina A gli usati riposì il coltellaccio. Tali a D. Ciccio i preghi suoi converse Il buon Collega, e tratto via lo scudo, Si diè per vinto, e suo prigion s’offerse. Indi seguì: Se mi vuoi morto, o crudo, (E in questo dir le natiche scoperse) Ecco a saziar tue brame il petto ignudo.