Versos Italian Giovanni Pascoli Il corredo

Italian poem

Il corredo

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“Non io ti mando. È un altro che ti manda. Fa quel ch’io feci, che per te fu bene. Va col tuo velo e con la tua ghirlanda.

Te la faremo d’astri e di verbene; di rose, resti, e per un po’, tu sola. Va col corredo quale a te perviene.

Frullare il fuso e correre la spola facesti assai! La tela, che tessesti! Quante coperte e paia di lenzuola!

Tutte son tue; che, quando là ti desti nei primi giorni, prima che sia giorno, pensi che i più, degli anni tuoi, son questi.

Ti sentirai l’odor di casa attorno, il buon odor di spigo e di cotogno, e di tua mamma; ed ecco, di ritorno

sarai, tra noi, se dopo dormi, in sogno.

Facesti assai correre l’ago e il fuso, la spola e i ferri. Il bene, si ritrova. Hai quel ch’è d’uso, ed anche più, che d’uso.

Senza pensarci, ad una casa nuova tu provvedevi: tu, per quella, in piazza la seta e i polli tu portasti e l’uova.

Per quella i teli stavano alla guazza ed alla luna. Dice il babbo, o Rosa: — Ricca da sposa, oprante da ragazza —

Ora, il primo anno, o figlia mia, riposa! Godi, che n’hai, le calze e le gonnelle e le tovaglie a spina, a riso, a rosa.

Per me le hai fatte, e sono così belle! La madre tua le dona a te... Ma pensa! Quando i tuoi vecchi un giorno le ciambelle

ti porteranno, ne ornerai la mensa„.

Così diceva; ma di tanto in tanto le si arrochiva e si spengea la voce. Assieme allora elle faceano un pianto.

Come è qui tutto, insino i fiori, a croce! La madre altrove la condusse, un banco le aperse, nuovo, lucido, di noce.

“È tuo, con tutto il suo tesoro bianco„.