Versos Italian Giovanni Pascoli La rondine

Italian poem

La rondine

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E fu tra i campi e stie’ su l’altipiano Dore, sonando. Ed ecco che un susino bianco sbocciò sul verzicar del grano.

Come un sol fiore gli sbocciò vicino un pesco, e un altro. I peschi del filare parvero cirri d’umido mattino;

d’un bel mattino a nuvilette chiare rosate in cima, che dall’Alpi d’oro guátino ancora palpitando il mare.

Usciano le api. Ed or s’udiva un coro basso, un brusìo degli alberi fioriti, un gran sussurro, un favellar sonoro.

Dicean del verno, si facean gl’inviti di primavera. Per le viti sole era ancor presto, e ne piangean, le viti,

a grandi stille, in cui fioriva il sole.

Nell’aia, sotto un prugno, sur un mucchio di piote, egli chiamò le rondinelle, Dore, col flauto di castagno in succhio.

Le voci fuori ne traea più belle e più lontane. Ed ecco che su l’aia vide due rondini alïare snelle.

Svolar le vide sotto la grondaia, e poi sparire; e ritornar più tante, tornare in quattro, in otto, in dieci, a paia.

E stava sotto il prugno tremolante di bianchi fiori, tra il girar veloce di tante nere rondinelle sante.

(Avean Gesù pur consolato in croce!) Forse mancava a casa lor qualcosa: parlavan alto, tutte ad una voce...

E su la soglia ecco che venne Rosa.

Torna la rondine! È fiorito il prugno! Il prugno è in fiore, in succhio è già il castagno. Quale, di marzo; quale è in fior, di giugno.

Rosa tenea nel gomito il cavagno pieno di ghiomi. Stette fissa al grido del buon ritorno. Ognuna, il suo compagno!

L’albero ha il fiore e la rondine il nido.