Italian poem
Nota bibliografica
Io vedo — come è questo giorno, oscuro — vedo in mio cuore, vedo un camposanto con un fosco cipresso alto sul muro. E quel cipresso fumido si scaglia allo scirocco; ad ora ad ora in pianto sciogliesi l’infinita nuvolaglia.
O casa di mia gente, unica...
piangono; la pupilla umida e pia ricerca gli altri visi a uno a uno e forma un’altra lagrima per via. Piangono; e quando un grido ch’esce stretto in un sospiro, mormora, Nessuno! cupo rompe un singhiozzo lor dal petto.
Levan le bianche mani ai bianchi volti; che non alcuno, al pianto disusato, sollevi il capo attonito ed ascolti. Posa ogni morto, e nel suo sonno culla qualche figlio de’ figli ancor non nato. Nessuno! i morti miei gemono: nulla!
La naiv, dadora, flocca flocca flocca: Taidla: üna chüna in stüva va vi e nan. Un pitschen crida, cul daintin in bocca; La nonna chanta, cul misun sül man. La nonna chanta: «Intuorn a teis lettin Da rosas, gilgias es ün bel zardin». Nel bel zardin il pitschen ’s drumanzet. Dador la naiv flocca planet planet.