Italian poem
Pervinca
So perchè sempre ad un pensier di cielo misterïoso il tuo pensier s’avvinca, sì come stelo tu confondi a stelo, vinca pervinca:
io ti coglieva sotto i vecchi tronchi nella foresta d’un convento oscura, o presso l’arche, tra vilucchi e bronchi, lungo la mura.
Solo tra l’arche errava un cappuccino; pareva spettro da quell’arche uscito, bianco la barba e gli occhi d’un turchino vuoto, infinito;
come il tuo fiore: e io credea vedere occhi di cielo, dallo sguardo fiso, d’anacoreti, allo svoltar, tra nere ombre, improvviso;
e il bosco alzava, al palpito del vento, una confusa e morta salmodia, mentre squillava, grave, dal convento l’avemaria.