Italian poem
Paradiso del mare
by Girolamo Fontanella (1605–1644)
Paradiso del mare, vaga reggia d’Amor, trono d’aprile, Pausilippo gentile, che, stendendo sul lito ombre gioconde, incoroni le piagge, abbracci l'onde; in te placida vola, refrigerio di vita, aura novella, aura tremola e bella, che sgombrando dal cor l’ombre e i martiri, i sospiri d’amor cangia in respiri. Sacro albergo a le muse, odi mille intonar dolci istrumenti: concertati concenti, che sopra un legno di bandiere adorno le sirene ch’hai tu sfidano intorno. Mille navi dipinte, ch’hanno prore d’argento e poppe d’oro, ricche d’alto lavoro, ti corteggiano intorno; onde in vederle ne le spume che fai produci perle. Hai di ricchi edifici, prove illustri de l’arte, alteri fregi; in te vengono i regi, ed a stanzar ne le tue rive belle scenderiano gli dèi fin da le stelle. Sei di Flora e di Teti grazïoso ricetto, altero nido; e sul colle e sul lido, con soavi armonie, pari e concordi le sirene e gli augelli insieme accordi. In te l’alga è smeraldo, bianca perla la spuma, argento l’onda, bel cristallo la sponda, vaga stella ogni fior pura e serena, gemma fina la conca, oro l’arena. In quest’antri, in quest’ombre, spesso il tenero Amor giunge danzando; in quest’alghe posando, baldanzosi nel cor, lieti nel viso, chiaman Cerere e Bacco il canto e ’l riso. A delizie sí belle, a sí dolci armonie ch’in te son mosse, qui, se muto non fosse, quando sopra de l’onde ergesi ed esce, parlerebbe d’amor lo scoglio e ’l pesce. Salta il curvo delfino con la coda forcuta entro i cristalli; i suoi guizzi son balli e sí attento l’orecchio in te ripone, ch’a la musica tua lascia Arïone. Qui non morono i cigni, come in riva del Po sovente avviene; qui le belle sirene, con melodia ch’è di dolcezza ordita, dánno invece di morte altrui la vita. O bel monte fra’ monti, per delizia de’ sensi a noi risorto, tu, pacifico porto d’ogni mesto pensier, d’ogn’alma errante, porti pace al nocchier, requie all’amante. Grazïoso il Tirreno, con la bocca de l'onde il piè ti baci; in quest’acque vivaci, ove danzano ognor ninfe e tritoni, mentre fiori li dái, perle ti doni.