Italian poem
Era ogni cosa orror, notte e procella
by Girolamo Gigli (1660–1722)
Era ogni cosa orror, notte e procella, E il pianto e il sangue non avean più sponda: Quand’ecco in Ciel la mattutina stella, E tre Monti spuntar veggio in quest’onda. Uno è quel Monte, in cui Noè rappella Il fido augel coll’aspettata fronda: L’altro, ove Abram contro ’l suo amor duella, Poi col gran cuore il gran coltel seconda. Il Sina è l’altro, a cui nebbia ed arsura Velan le cime, onde allo stuolo infido L’alta legge del Ciel scese in figura. Ahi Monti, ahi Monti (in fra ’l naufragio) io grido! E fian colà, finchè il periglio dura, Pace, Fede a Giustizia il nostro lido.