Italian poem
Poiché Dafne cangiò le braccia in rami
by Giuseppe Battista (1610–1675)
Poiché Dafne cangiò le braccia in rami, in radici le piante, il crine in fronda, lá ’ve tesse Peneo molli ricami con l’argento purissimo dell’onda; per dar qualche ristoro alle sue fami Apollo giunge in su l’erbosa sponda, e di teneri amplessi in piú legami la donna, fatta pianta, egli circonda. Indi, ch’altro non può, sol tanti ottiene d’imprimer baci in su la scorza acerba, quante il fiume vicino involve arene. Esclama abbandonato in grembo all’erba: — Dafne la sua durezza ancor mantiene, l’amarezza di prima ancor riserba! —
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