Italian poem
Or ch'han le cose esordio, ascolto i venti
by Giuseppe Battista (1610–1675)
Or ch’han le cose esordio, ascolto i venti alitar per lo cielo anima molle; e, sciolti in rio canoro i ghiacci algenti, ride popolo d’erbe in su le zolle. Da’ rostri suoi l’eroe pennuto estolle, a cibarne l’orecchio, inni languenti, e dove tiepidezza aspetta il colle, Venere a provocar vanno gli armenti. Sul mattutino albor fugge dal tetto e con rombi festanti è l’ape or desto a depredare il sempre verde Imetto. Non temono i Leandri il mar di Sesto, ché lor promette amenitá d’aspetto... Il mondo tutto è lieto, ed io son mesto.