Poet
Giuseppe Battista
1610–1675
Italian
- Asilo è di contrari, e se s'intende
- Beva nettare Chio chi peregrino
- Chi nimici non ha, non vince mai
- Curvano vago serto in sul bel crine
- D'api dorate è qui grappolo folto
- Dall'isola di Circe usciva il sole
- Degli oricalchi ai queruli clangori
- Del viver mio l'insolito tenore
- Democrito, tu ridi e col tuo riso
- Ecco l'Aufido io bevo, e su le rive
- Esca dalla sua cuna e goda il giorno
- Figlia del mio pensier, nunzia veloce
- Fonte, che d'un Pegaso
- Fra le nevi d'un seno
- Già preveggo gli strazi e già detesto
- Giunto l'uom di sua vita al verno ingrato
- Io diveller mi vanto, io crollar posso
- Latto con mille poppe e rendo vive
- Le chiome attorta e colorata il viso
- Le fatiche del bue l'agricoltore
- Liquido specchio della vaga Irene
- Macchina mal composta, a cui non porse
- Miro quel giorno pur, che de' miei giorni
- Muti maestri miei, voi m'insegnate
- Nacqui e vivo nel cielo, e pure il cielo
- Nice, di solchi annosi il volto arata
- Nice, qualora il suo pensier mi spiega
- Non ha satolle mai l'avide voglie
- Non più lo stranio fior Pindo rammenti
- Oh della fede mia bianchi trofei!
- Oh, chi me 'l crede? Io, che delusi amore
- Or ch'han le cose esordio, ascolto i venti
- Per far idolo un ventre io mai non tento
- Per non cader squarciato all'altrui morso
- Pietà di Belisario! A quella mano
- Poiché Dafne cangiò le braccia in rami
- Prima cura di Flora, occhio degli orti
- Questa di man germana opra guerriera
- Qui, dove un fiume ha lacerato i sassi
- Rinascete, architetti: incendio insano
- Scrivo talor che m'avviluppa un laccio
- Sdegni norme latine, esempli argivi
- Se la madre d'Amor dall'acque uscio
- Se tutta l'età mia fu primavera
- Sembra la vita, che da noi sen fugge
- Stilla per gli occhi in lagrime stemprato
- Sudi l'avaro. Io faticar lo 'ngegno
- Sul dorso navigabile del mare
- Un Caucaso di nevi ho su le chiome