Italian poem
Io diveller mi vanto, io crollar posso
by Giuseppe Battista (1610–1675)
Io diveller mi vanto, io crollar posso, di lingua acherontea con sacri accenti, a Pelia gli orni ed a Pirene il dosso, i vanni ai grifi ed ai pitoni i denti. Le nubi ho accolto e le procelle ho mosso, schiodato gli astri, imprigionato i venti, alle pallide tombe il grembo ho scosso e tratto al nostro mondo ho l’ombre algenti. Chiamai quaggiú fin dagli eterei calli la sorella di Febo, argentea luna, né le giovâro i temesei metalli. Di caligini al Sol cinsi la cuna, e dal volo frenai gli aurei cavalli; ma con Amore io non ho forza alcuna.