Italian poem
Fra le nevi d'un seno
by Giuseppe Battista (1610–1675)
Fra le nevi d’un seno le sue fiamme nudrisca acceso amante; qui gioir, ch’è baleno, sia dell’anima sua cibo volante, e da labro mordace ei beva un rio di nettare fugace. Dalla speranza sola alimento riceve il viver mio; nell’amorosa scola tal m’insegna dottrina alato Dio; la speme sia mercede a me, ch’ho puro cor, ch’ho bianca fede. Altri goda il suo bene, ché solo di goderlo un tempo io spero; siagli cagion di pene lungo sperar, ch’a me diletto è vero; vastissimo gigante fa latte di speranza Amore infante. Se ’l timor del morire rende piú che ’l morir la morte amara, la speme del fruire piú che ’l fruire stesso a me sia cara; speme sol di conforto nell’amoroso Egeo m’additi il porto. Riveli invido il sole Marte e Ciprigna entro alla rete altrove; la bellissima Iole non invidio ad Alcide, Europa a Giove; s’io sono amante amato, nella speranza mia vivo beato. Se la sete ammorzata ha bocca sitibonda, il fonte oblia; se la piaga è saldata, medica man si sdegna; e s’amò pria, desiderio compito rende bellezza vile, amor schernito.