Italian poem
Giunto l'uom di sua vita al verno ingrato
by Giuseppe Battista (1610–1675)
Giunto l’uom di sua vita al verno ingrato, di cave rughe e di canute brine ha il volto arato e seminato il crine, per la gelida man del vecchio alato. Tremolo i piedi e gli omeri curvato, addita le sue prossime ruine; dell’agghiacciato cor le nevi alpine il fanno inerme e sol di lingua armato. Sempre il nocchier di Stige orrido e tetro tien per lui tragittar spalmato il legno, e figurano i fabri il suo feretro. Povero de’ suoi sensi arriva a segno che va la vista a mendicar dal vetro, e dalle canne a procurar sostegno.