Italian poem
Sudi l'avaro. Io faticar lo 'ngegno
by Giuseppe Battista (1610–1675)
Sudi l’avaro. Io faticar lo ’ngegno per ricchezze barbariche non voglio. Mi chiuda un tetto. Altri del mar l’orgoglio valichi audace oltre di Calpe il segno. Io non invidio agli Alessandri il regno, lo scettro ai Ciri ed agli Augusti il soglio, quando, cinico novo, entro d’un doglio ho, divorando i libri, il mio sostegno. Se intendo sol come il divino Apelle l’iri colora e come l’aere piove agitato da stridole procelle, come immota è la terra, il ciel si move, e per lo molle ciel guizzan le stelle, sol mi repúto inferïore a Giove.