Italian poem
Non ha satolle mai l'avide voglie
by Giuseppe Battista (1610–1675)
Non ha satolle mai l’avide voglie donna ch’al vaneggiar l’animo intende; tanti profumi in su le chiome scioglie, quanti ne’ templi suoi l’arabo accende. Tutto l’oro diffonde in su le spoglie, che nelle arene illiriche risplende; il vasto Eritra in una mano accoglie, l’intera dote in un orecchio appende. Nome di «mondo» a tal superbia insana, che sembra agli occhi altrui fasto giocondo, diè la gente magnanima romana. E volle dir, nel suo pensier profondo, che nelle pompe sue femmina vana tutto racchiude epilogato il mondo.
More by Giuseppe Battista
- Muti maestri miei, voi m'insegnate
- Nacqui e vivo nel cielo, e pure il cielo
- Nice, di solchi annosi il volto arata
- Nice, qualora il suo pensier mi spiega
- Non più lo stranio fior Pindo rammenti
- Oh della fede mia bianchi trofei!
- Oh, chi me 'l crede? Io, che delusi amore
- Or ch'han le cose esordio, ascolto i venti