Italian poem
All'amica Amalia Rossi Restoni
L’abito è disadorno, Negletto il culto delle molli chiome; Ripete un caro nome; E alle carezze, ai baci, è breve il giorno.
Nelle forme leggiadre Del bambinello assorta, D’etereo cibo in lui si riconforta Che mai gustar non può chi non è madre.
Dalla romita stanza Per poca ora s’invola, E fra le genti le par d’esser sola Pensando a quella sua dolce speranza.
Con lui parla, e risponde Una favella da lei sola intesa, E l’uno all’altro il suo desir palesa, E l’un nell’altro l’amor suo trasfonde.
Presso la culla amata Tacita siede, e immobil la diresti; Ma parla il volto, e si trasmuta in questi Pensieri della mente innamorata. —
A questa prima vita Nove mesi in me stessa io ti formai, Or dal mio latte avrai Nuovo incremento a questa prima vita.
Teco vegliar m’è caro, Gioir, pianger con te: sublime e pura Si fa l’anima mia di cura in cura, Che in ogni pena un nuovo affetto imparo.
Come sul caro viso Per me ti spunta di bellezza il fiore, A te così nel core Il giglio educherò di Paradiso.
Deh cresca alla materna ombra fidato Il peregrino stelo, E ognor benigno il cielo Vivido a me lo serbi, e intemerato.
Oh se per nuovo obietto Un di t’affannerà gentil desio, Ti risovvenga del materno affetto! Nessuno t’amerà dell’amor mio.
E tu nel tuo dolor mesto e pensoso Ricercherai la madre, e in queste braccia Asconderai la faccia, Come sull’origlier del tuo riposo.