Italian poem
La Guigliottina a vapore
Hanno fatto nella China Una macchina a vapore Per mandar la guigliottina: Questa macchina in tre ore Fa la testa a cento mila Messi in fila.
L’istrumento ha fatto chiasso, E quei preti han presagito Che il paese passo passo Sarà presto incivilito: Rimarrà come un babbeo L’Europeo.
L’Imperante è un uomo onesto; Un po’ duro, un po’ tirato, Un po’ ciuco, ma del resto Ama i sudditi e lo Stato, E protegge i bell’ingegni De’ suoi regni.
V’era un popolo ribelle Che pagava a malincuore I catasti e le gabelle: Il benigno imperatore Ha provato in quel paese Quest’arnese.
La virtù dell’istrumento Ha fruttato una pensione A quel boia di talento, Col brevetto d’invenzione, E l’ha fatto mandarino Di Pekino.
Grida un frate: oh bella cosa! Gli va dato anco il battesimo. Ah perchè (dice al Canosa Un Tiberio in diciottesimo) Questo genio non m’è nato Nel Ducato!