Italian poem
La nomèa di poeta e letterato
La nomèa di poeta e letterato Ti reca, amico mio, di gran bei frutti, E il più soave è l’essere da tutti E lodato e cercato e importunato.
Il grullo, l’ebete, il porco beato, Lo spensierato, ed altri farabutti, Fanno in pace i lor fatti o belli o brutti, Ed hanno tempo di ripigliar fiato.
Ma l’ingegno che spopola e che spalca È l’asino d’un pubblico insolente Che mai lo pasce e sempre lo cavalca.
E gli bisogna, o disperatamente Piegar la groppa a voglia della calca, O dare in bestia come l’altra gente.