Italian poem
Il Poeta
by Giuseppe Montanelli (1813–1862)
Matutino il Poeta un dì sedea Al rezzo aprico di fiorita altura, E a sè dinanzi folleggiar vedea Due fanciullette d'un egual statura; Neri sguardi elle avean, guancie rosate E bionde chiome al vento abbandonate. Repente alta caligine Gli s'addensò d'intorno. — «O Figlie mie, la nebbia «C'invidia i rai del giorno! — «Padre travedi; un velo «Sarà negli occhi tuoi; «Sempre sereno è il cielo, «Risplende il sol per noi. — Tacquero; e la caligine Più folta si facea, Al fianco suo le figlie Stringendo allor dicea: — «Ogni creato oggetto «Invola al guardo mio, «Ma dei figli l'aspetto «Nò non rapirmi, o Dio — Ah fu vano il pregar, fu vano il pianto, Crebbe la nebbia, e le due fanciullette Quell'infelice più non vide accanto. — Dove ne andaste? — PADRE, Risposero, SIAM QUI! — Ma qual da un altro mondo Ei la risposta udì. Or sono adulte, ogni gentil le adora: Egli le vede pargolette ancora. Delle due figlie quella Che al padre e più vicina A lui s'appressa, e in volto Lo bacia affettuosa. Egli a quel bacio sente Sua guancia lacrimosa. Oh dell'amor la lacrima Perchè non ha virtù D'animar la pupilla Di chi non vede più? E poi l'altra sorella Si stringe al padre anch'ella, E sui ginocchi il figlio Riposa; nel silenzio Solo alitar si sente Un sospirar frequente.