Italian poem
Lode al Beato Angelo Carletti
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O già di tanti allor Cuneo superba, ma più dell'Ossa di Colui, cui morte vinto non ave in lutto anco, nè 'l forte sin or roder degli anni o spolpa, o snerva.
Forse Colui l'onta del tempo acerba poteo schernir, perchè quel fregio ei porte, che i cadaveri illustri ebbero in sorte, cui la barbara Menfi aterni serba?
No, ma gli onor della bell'alma offesa da nullo error quaggiuso il ciel rimembra, mostrando a noi la nobil salma illesa.
Anzi se a' tuoi trofei miro, a me sembra che quell'anima grande a tua difesa qui vegli ancor nelle terrene membra.
Also available with a spoken translation into English in the reader.