Versos Italian Giuseppe Ricciardi Canto per Gl'Italiani di Firenze

Italian poem

Canto per Gl'Italiani di Firenze

by (1839–1908)

Listen in the reader

Or ti fa lieta, che tu hai ben onde, Tu ricca, tu con pace, tu con senno. Dante.

A egregie cose il forte animo accendono L'urne dei forti, o Pindemonte, e bella E santa fanno al peregrin la terra Che le ricetta. Foscolo.

Fiorenza, a queste placide Ore tue sonnolente Antiponiam la torbida Tua libertà fremente Armi e battaglie, allor Che a Campaldin col brando In pugno il tuo cantor Gìa cavalcando Fra i primi, e allor che il perfido Gualtiero alle tue mura Dava le spalle, a un subito Tuo minacciar — ma impura In sen ti germogliò Novella serpe intanto, Che giorni ti fruttò D'immenso pianto. La rea serpe medicea, Che di blandizie armata Ingannevol ne l'anime S'insinuò — fiaccata O Libertà, nei cor La tua virtù miravi — Pure d'un bel chiaror Folgoreggiavi Il dì che de l'intrepido Capponi in su l'ardente Lingua tuonavi, e il tumido Re di superba gente, Poichè il garrir fu van, Si dipartia veloce, Chè dei bronzi toscan Temea la voce. Ma succedette al gallico Più abbominoso sciame, E parricida un Italo La rabida sua fame, O Fiorenza, guidò Pe' tuoi campi fiorenti, E ne le tue cacciò Mura innocenti. Indarno Michelagnolo Divin muniale, indarno I figli tuoi più nobili L'armi vestir, volarno A pugnare, a morir Ne l'agon sanguinoso, Ed il fulmineo ardir D'un glorïoso, Di Ferrucci magnanimo L'ardire a te fu scudo Contra il furor barbarico.... A Gavinana il crudo Oppressor trïonfò, Ma di feriti e morti Sur un monte spirò Quel re dei forti! Del suo sangue santissimo Nudrita, ahi più crescea L'infame serpe, e l'aëre Che al suon fremuto avea Di guerresca armonia, E di liberi accenti, Turpi lusinghe udia, Molli concenti. Esecrata in perpetuo Sia l'iniqua!... Per ella De le Muse e di Pallade Splendea bensì la bella Luce fra noi, ma i cor, Vinti al leggiadro incanto, Si fean d'ogni valor Vòti frattanto. Pur d'alcun lauro cingere N'era dato la fronte, O Fiorenza, e ogni popolo Di sapïenza fonte Ti salutava.... or dì, In che sorgi valente?.... Gretta hai l'alma oggidì, Le braccia hai lente. Unica tua dovizia Di Santa Croce i marmi Sono oramai.... deh possano A libertade, all'armi Destarti!... avida in lor Mira, ah mira sovente, E fia che un novo ardor T'empia la mente!