Versos Italian Giuseppe Ricciardi Canto per Gl'Italiani di Parma

Italian poem

Canto per Gl'Italiani di Parma

by (1839–1908)

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Sovra il Po scendea nimico Nugol d'armi e di corsier, E lo svevo Federico Era duce agli stranier. Crebbe intorno a' patrii muri Una selva aspra d'acciar; Ma ferventi, ma securi I nostr'avi si levar. Tutti tutti a la difesa De la libera città Vanno a furia, nè sospesa La vittoria a lungo sta.... Contra l'oste assedïante Repentini un giorno uscir, La fiaccarono, e tremante Si fuggì lo stranio sir. Ove l'inclito valore N'andò mai di quell'età In che immenso ardea l'amore De la dolce libertà? Ogni gloria oimè! s'imbruna, Si dilegua ogni virtù Da la terra che fortuna Danna a lunga servitù. Dei Farnesi a noi l'invisa Turpe schiatta sovrastò — Colla man di sangue intrisa Un crudel ne flagellò. Ma una subita congiura De l'orribile signor Su l'iniqua testa impura Un pugnal vendicator Brillar fea; ma non cessava Il durissimo servir.... Nè la sorte è a noi men prava, Chè n'è forza l'obbedir A una femmina tedesca, A una femmina che osò Coi nimici andarne in tresca De lo sposo che obliò. Ella in giolito la vita Trapassava, e in soglio sta, Mesta sol perchè fuggita Di sue guance è la beltà. Lui coglieva il giorno estremo Sovra scoglio ermo e lontan, E l'anelito supremo Si perdea ne l'Ocean.