Italian poem
L'Orlandi a Guido I
Per troppa sottiglianza il fil si rompe e ’l grosso ferma l’arcone al tenero: e, se la sguarda non dirizza al vero, in te forse t’avven, che se ripompe.
E qual non pone ben dritto lo sompe, traballa spesso non languendo intero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Ch’amor sincero non piange nè ride: in ciò conduce spesso uomo o fema, per segnoraggio prende e divide.
E tu ’l feristi e nolli parla sema. Ovidio leggi; più di te ne vide. Dal mio balestro guarda ed aggi tema.